Cai Breno

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Sentiero 121

121 - Breno, Montepiano, Col de l’Oca, Monte di Cerveno

Percorso: mulattiera in ambiente di media montagna
Difficoltà: facile
Lunghezza: km 5,5
Dislivello in salita: mt. 1056
Periodo: tutto l’anno
Tempo: ore 3
Accesso: da via Sammaione - sede C.A.I.
Segnavia: bianco e rosso del C.A.I. - sentiero N° 121

Ha inizio in via Sammaione nei pressi della sede CAI. Percorso il breve tratto di piazzale fino al passaggio a livello della ferrovia la si attraversa e ci si im­mette sulla strada che scende alla “passerella” per arrivare all’inizio del sen­tiero n°121. Questo si inerpica serpeggiando fino a intersecare la strada che, a mezza costa, attraversa tutta Montepiano. L’inizio non deve spaventare, è da percorrere con calma e passo lento tanto da poter osservare anche ciò che ci attornia. Man mano che ci alziamo la visuale sul conoide dove sorge il paese, ci permette di far scorrere lo sguardo fino alla frazione di Pescarzo e oltre, senza tralasciare la Rocca del Castello vista da una diversa ango­lazione. Quando si incontra il tracciato n°120, tenendo la destra, lo si transita per un breve tratto, ma è provvidenziale, in quanto ci permette di riprendere fiato, prima di ritrovare, sulla sinistra, la prosecuzione del n°121. Anche in questo tragitto, la salita si fa erta tra la vegetazione di salice selvatico, di quercia gentile e, a seconda della stagione, una varietà di fiori che la caratterizza. Il sentiero prosegue fino a innestarsi con la vecchia mulattiera che mette anco­ra oggi, in comunicazione l’abitato di Malegno con quello di Losine. Continuando a destra, la si percorre per un buon tratto sempre in salita fino a incontrare delle cascine. Ora la pista, seppur per poco, si fa meno ripida, dandoci la possibilità di regolare il respiro prima di inerpicarci nuovamente fino a superare sulla destra una cascina ristrutturata. Dopo aver abbandonato la mulattiera, si prosegue seguendo il tracciato di sinistra e continuando ad alzarci fino alla località “Norone”, riconoscibile dall’incombente traliccio e da un gruppo di cascine ormai abbandonate. Il sentiero ora si restringe fino al limitare della vegetazione, dove lo sguar­do, senza più ostacoli, può spaziare libero su di un grande pascolo “Col de l’Oca” fino a scorgere, man mano che si sale, la sagoma delle Cime Moren, del Pizzo Camino, del Sossino sino alla valle di Lozio con l’abitato di Villa. Quando si scollina si deve tenere il tracciato a mezza costa sulla destra fino a intersecarsi con quello della “Resistenza”. Lo si abbandona solo quando questo prosegue in direzione Laveno, mentre noi dobbiamo continuare a se­guire il n°121 che, tenendo la destra, sale tra abeti, larici e betulle. La nostra “fatica” termina quando siamo in vista delle prime abitazione in località Zuff. Ora è tutto pianeggiante fino alla Locanda Ristoro in prossimità di un croce­via, ma prima di questa, per chi ha un rimasuglio di energia, c’è da segnalare il punto panoramico del “Pizzo Alto” dove la vista può spaziare a 360° fino a scorgere in lontananza, in giornate limpide, le acque calme del Lago d’Iseo.
Consigli utili: nelle giornate assolate risulterà molto utile portare con noi il copricapo preferito e una adeguata scorta d’acqua, non per nulla stiamo salendo verso il “Monte Arso”.

cartina con tracciato - tracciato gps .gpx - traciato gps .kmz (google)

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